Esiste una via Italiana in grado di coniugare crescita e qualità della vita per dare futuro e dignità ad un Paese a cui vogliamo bene.

È da quell’Italia che il mondo ci invidia, dall’Italia che fa l’Italia, che dobbiamo ricominciare, ed è l’Italia che il mondo sbeffeggia, quella ipocrita e ingessata, che dobbiamo rimuovere.

Tutto è possibile in un Paese come l’Italia.
Può accadere che ad un certo punto alziamo lo sguardo e proviamo a guardare in avanti per immaginare l’Italia che ci sarà, fra dieci o magari venti anni. Vedremo un paese invecchiato, impoverito, imbruttito, incattivito; viviamo il presente e lo proiettiamo verso il domani, perché abbiamo perso la consapevolezza di poter cambiare le cose, la capacità di sognare, di sperare. Ha vinto la rassegnazione. Se chiudiamo gli occhi tuttavia, rabbia, rassegnazione, cinismo e ipocrisia si spengono e ci appare un altro paese, migliore, più simile a quello che abbiamo conosciuto un tempo, più vicino a quello che a tratti, solo a tratti, vediamo affiorare anche nel presente, per scomparire subito dopo ingoiato dall’altra Italia. Ad occhi aperti sembra una operazione disperata ad occhi chiusi invece, il sogno sembra possibile…
Secondo me è possibile.
È possibile per il nostro paese ritrovare una via alla crescita che coniughi occupazione e PIL con qualità della vita e benessere; è possibile ritornare ad essere competitivi sul mercato globale senza costi insostenibili sul piano ambientale, sociale; è possibile che le relazioni di comunità, la bellezza, la sicurezza, l’unicità dei nostri territori prendano il sopravvento. Dobbiamo ripartire dalle cose che il mondo ci invidia, che abbiamo solo noi, che non costano niente perché sono già li forgiate dall’uomo, dal tempo e dalla natura, sono presenti in ogni angolo del paese, durevoli e non surrogabili, e sono di tutti, perché appartengono al repertorio dei beni comuni. Territorio, capitale sociale e umano, creatività, capacità innovativa, bellezza arte cultura paesaggio, cibo, comunità tradizioni, sono le leve competitive per il mercato globale e al tempo stesso indicatori di qualità della vita; sono la premessa per un nuovo paradigma di società e di economia dove l’economia prende forza da ciò che migliora lo star bene insieme e contribuisce a generarlo, in un circolo virtuoso inarrestabile di sostenibilità integrale. Se tutto ciò che è bene comune lo trattiamo come tale e lo facciamo diventare leva competitiva allora il miracolo è possibile! Certo dobbiamo dire addio a certi vecchi libri di economia, la finanza deve tornare strumento, l’uomo e il lavoro devono ritrovare centralità, la qualità della vita essere il vero obbiettivo. Tutto ciò è possibile ma non basta la sola visione, non basta l’indicazione della strada da percorrere, occorre anche rimuovere gli ostacoli lungo la strada, ostacoli pesanti come il deficit di etica, la scarsa cultura di impresa e soprattutto uno stato tutto da smontare e ricostruire pezzo per pezzo per renderlo più utile, più semplice, più giusto.
Non sarà facile, ma tutto è possibile in un Paese come l’Italia.

Sergio Marini